75
ANNI DI STORIA della Sezione
di GORIZIA
La
sezione A.I.A. di Gorizia
compie 75 anni.
La storia del Gruppo fonda
le sue origini nel lontano
1926 ed è ricca ed
esaltante come ricca è
la terra che l’ha
vista costituirsi, vivere
ed agire. Una terra che
da sempre ha visto incontrarsi
e scontrarsi tradizioni,
culture ed ideologie di
origini diverse, un “melting-pot”
che ha vissuto i suoi momenti
peggiori durante i conflitti
mondiali. Proprio durante
il periodo bellico, la sezione
di Gorizia ha vissuto il
suo momento di vita più
difficile. In questi anni
solo l’abnegazione
profusa dagli associati,
che per vari motivi non
erano stati chiamati alle
armi, ha potuto mantenere
in vita questo Gruppo i
cui valori fondamentali
sono stati e sono tuttora:
la rettitudine, la lealtà,
la riflessività e
il rispetto delle regole.
Scrivere
il percorso cronologicamente
compiuto della storia della
Sezione A.I.A. di Gorizia,
dalla sua costituzione sino
ai nostri giorni, non è
cosa facile perché
manca la necessaria documentazione
dei tempi passati. Per ricostruire
questa storia ci si deve
rifare così, alla
memoria e ai ricordi degli
associati anziani e dei
costituendi.
Nel primo Annuario della
Federazione Italiana Giuoco
Calcio, pubblicato nella
stagione 1926/27 riporta
l’attività
arbitrale di Stefano Horvath,Vittorio
De Stabile, Atto Retti Narsani
e Teo Ventin che allora
facevano già parte
dell’Associazione
Italiana Arbitri, nata nell’agosto
1911, che si sarebbe sciolta,
nel 1926, per dar vita al
Comitato Italiano Tecnico
Arbitrale ( C.I.T.A. )
Risalendo
alle origini le persone
che nel settembre del 1926
costituirono il “Gruppo
Arbitri Goriziani”,
che intestarono nel 1032
il sodalizio a “Teo
Ventin”, sono gli
indimenticati: Stefano Horvath
(primo Presidente di origini
austro-ungariche), Emilio
Medessi, Mario Tiberio,
Giuseppe Brancolini, Giovanni
De Filippo e Bruno Suppani,
uomini che con il loro entusiasmo
e con la loro passione hanno
dato vita ad una delle sezioni
A.I.A. più vecchie
d’Italia.
La prima sede sociale fu
inaugurata in Via Torrente
n° 21.
Piccola,
disadorna, aveva quale unico
mezzo di attrazione e di
socializzazione un tavolo
da ping-pong, dimostratosi
molto utile per cementare
i legami d’amicizia
e l’amalgama degli
associati di allora. La
stessa sala finiva così
per divenire multiuso, oltre
che costituire un vero e
proprio circolo ricreativo.
Dai racconti tramandati,
che sono divenuti con l’andar
del tempo il tessuto storico
e la tradizione della Sezione,
emerge il “vissuto”
pionieristico degli arbitri
goriziani. In un periodo
dalle scarse risorse economiche,
gli unici mezzi di trasferimento
erano costituti da robuste
biciclette, che a volte
trasportavano uno o più
colleghi, la cui unica alternativa
era fornita da lunghe camminate
per trasferirsi nei paesi
in cui si svolgeva la gara.
Nonostante si facesse di
necessità virtù,
vista anche la scarsità
di uomini, questi indomiti
“fischietti”
supportati dalla loro passione
per questo sport, spesso
la domenica, dirigevano
anche due o tre gare divise
tra la mattinata ed il pomeriggio.
Con
il passare degli anni altri
arbitri si uniscono ai fondatori
facendo lievitare il numero
degli associati.
In un Annuario nel 1932
compariva fra gli arbitri
benemeriti di Gorizia Mario
Gamba ed arbitro effettivo
Clemente Nereo e l’aspirante
arbitro Tullio Bernot.
In quell’anno subentrò
alla Presidenza del Gruppo
Bruno Suppani ed entrarono
a far parte degli arbitri
di Gorizia anche Alfonso
Piccinini e Sante Piccoli
che, quest’ultimo,
successivamente si trasferì
prima a Bologna e poi a
Genova
Nell’anno successivo,
1933, si svolsero gli esami
di un corso Arbitri che
vide promossi Antonio Stanig,
Federico Stoisser, Vittorino
Vittori, Rolando Leban,
Francesco Prinz , Oscar
Sosson, Mario Boltieri,
Virgilio Cociani.
Negli anni a seguire venne
immesso anche nei ranghi
Egidio Lipizer.
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